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L'AIPSI - Associazione Italiana Psicologia e Scienze Investigative - ha come finalità la promozione, lo sviluppo e la diffusione di approcci e metodologie riguardanti la psicologia, la criminologia, la sicurezza sociale ed urbana, le misure di prevenzione nel campo delle investigazioni e la progettazione di percorsi di deterrenza atti a prevenire la possibile applicazione di attività criminogene in campo sociale, scolastico, politico, economico e tendenti a evidenziare e anticipare la formazione di eventuali vittime di reati.

Un'attenzione particolare è rivolta alla prevenzione della pedofilia, abuso sessuale su minori, violenza alle donne, fenomeni di bullismo e abbandono scolastico e alla prova scientifica che come dichiara il Gen. Prof. Luciano Garofano, presidente Onorario dell'AIPSI "è un presidio irrinunciabile che, coniugato alla prova tradizionale, può essere determinante per la soluzione di un caso. Rappresenta un investimento di cui non si può fare a meno".

Ultime news
CESANO BOSCONE - Al via i seminari "Percezione e richiesta di sicurezza" di AIPSI (Corriere del Sud Ovest, 24 febbraio 2012) 7/03/2012
Presentazione alla Sala della Trasparenza dei seminari dell'Associazione. Salvatore Licata, sociologo, criminologo e presidente dell'AIPSI e Fabio Lucchini, giornalista, sociologo e criminologo, hanno presentato un ciclo di seminari, organizzati nella sede di Cesano Boscone (Milano).


A cura di Francesca Valente

Presentazione alla Sala La Trasparenza dei seminari dell'Associazione di psicologi e criminologi AIPSI: partenza in sordina di un percorso interessante
Si può dire che Cesano Boscone abbia riservato un'accoglienza piuttosto fredda al tema della sicurezza.

Infatti, complici un sabato mattina davvero glaciale e il profilo molto "professionale" dell'evento, il convegno "Dal bisogno della famiglia alla necessità del territorio. Percezione e richiesta di sicurezza" organizzato dall'Associazione A.I.P.S.I. alla sala La Trasparenza, ha visto la presenza di un numero esiguo di cittadini, quasi tutti "addetti ai lavori", oltre a quella dell'Assessore Petti che ha patrocinato l'iniziativa. I relatori del convegno, Salvatore Licata, sociologo - criminologo e presidente dell'Associazione e Fabio Lucchini, giornalista e sociologo - criminologo hanno presentato un ciclo di seminari, organizzati dall'Associazione nella sua sede di Cesano Boscone, che toccheranno vari argomenti, come il controllo delle emozioni in situazioni di emergenza, il lavoro con le famiglie multiproblematiche attraverso il modello Family group conference, la prevenzione della devianza, e le tecniche di informazione e controllo sul territorio, in un seminario dal titolo accattivante "L'intelligence del marciapiede".

Questi seminari, tenuti da criminologi e sociologi membri dell'Associazione, sono diretti oltre che ai professionisti del settore, agli educatori e alle Forze dell'Ordine del territorio e hanno come obiettivo la diffusione di un approccio, da più punti di vista, alla criminalità e la ricerca delle cause del fenomeno, troppo spesso semplificato da politica e massmedia. Le tematiche sono molteplici, ma il punto di partenza è sempre lo stesso: la sicurezza è un tema sempre sull'agenda politica delle Amministrazioni locali, ma volte si dimentica che per affrontare un problema non è sufficiente parlarne, «Servono azioni concrete, progettate in maniera coerente, con continuità e soprattutto in rete con cittadini e Associazioni e spesso questa è la prima difficoltà delle Amministrazioni» spiega Salvatore Licata: «l'associazionismo è uno dei motori vitali di un territorio, le Associazioni sono attori importanti del recupero della vivibilità dei luoghi in cui viviamo, e devono essere libere e indipendenti dalla politica». «Le associazioni vanno seguite, messe in rete, vanno creati percorsi di comunicazione, e le diverse esigenze del territorio vanno messe in relazione per poterle affrontare in maniera organica e impedire che i processi culturali si chiudano nell'autoreferenzialità» aggiunge l'Assessore Petti.

Parlando del suo lavoro in altri Comuni Salvatore Licata accenna al problema del controllo del territorio:

«Talvolta la tranquillità percepita in una città, manifesta un controllo del territorio da parte della criminalità organizzata» accenna a "La Convergenza" di Nando Dalla Chiesa «è una sinergia che si crea in certi casi inconsapevolmente con l'Amministrazione», un'attenta osservazione e un presidio positivo del territorio possono permettere di prevenire o sradicare questi fenomeni. Ma come si può aumentare la percezione di sicurezza dei Comuni in cui viviamo?
«Con un lavoro di rete continuativo e concreto, e con meccanismi di prevenzione, come la ricerca delle cause della criminalità, come una vera integrazione e un'attenzione alle situazioni di marginalità». Purtroppo non c'è una ricetta da fornire agli amministratori locali: Spesso quando ci chiediamo se il luogo in cui viviamo è percepito come "sicuro" la prima domanda da farci è "come viviamo i nostri quartieri?" Alla base di ogni campagna per la sicurezza dev'esserci un ascolto attento delle problematiche del proprio territorio, e questo è possibile solo se il tessuto sociale è vivo.

Conclude Fabio Lucchini: «Serve una rieducazione alle relazioni di vicinato, tra cittadini, all'attenzione verso le persone anziane». Che si chiama, più semplicemente, rieducazione alla solidarietà.

Per l'articolo originale vedasi:
http://www.corrieresudovest.it/corrierepress/?p=1573
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